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e si ritrovano “sfrattati” dagli abusivi
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Chiedono la casa per la figlia disabile
e si ritrovano “sfrattati” dagli abusivi

A testimonianza che i traguardi dell’accessibilità e delle abitazioni a misura di disabile  sono ancora parecchio lontani dall’essere tagliati, su queste pagine abbiamo scritto tante volte di persone costrette in carrozzina o comunque portatrici di handicap quasi “prigioniere” in casa propria, vuoi per un ascensore mancante o guasto, vuoi per scale troppo strette o per la presenza di altre barriere architettoniche. Racconti d’ordinaria ingiustizia, che fanno riflettere su una situazione ancora ben lungi dall’essere risolta e che lede i diritti di un’ampia fetta della popolazione. casa-disabile-abusivi-occupataIl racconto che arriva da Salerno e che qui riportiamo, però, ha davvero del surreale. Una famiglia con una figlia disabile si era vista assegnare circa due anni fa una casa popolare al terzo piano di un palazzo senza ascensore. Facili da immaginare gli enormi disagi, tanto da indurre i genitori della piccola a chiedere al Comune un alloggio attrezzato (oltretutto, l’abitazione inizialmente assegnata era in pessime condizioni generali). I diretti interessati nemmeno avrebbero  voluto metterci piede in quell’appartamento, ma poi a malincuore si sono sobbarcati i costi per rimetterla a nuovo, stante le ineludibili esigenze della figlia disabile. Poi, il colpo di scena: a seguito di una violazione di domicilio la famiglia si è trovata letteralmente “sfrattata” da occupanti abusivi. Inutili finora le vibranti rimostranze presso l’amministrazione comunale, e nessuna traccia dell’alloggio sostitutivo già da due anni richiesto. La famiglia ha deciso di fare causa al Comune. E quanto alla ragazzina disabile… beh, chi ci pensa?

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